lunedì 28 novembre 2016

DEVOTION TO ROOTS

The EL FORASTERO MC.

La Legge.













submitted by Graziano V.

mercoledì 2 novembre 2016

Fil's sportsterized generator shovelhead.


Su LowRide Magazine di questo mese, in edicola da alcuni giorni, l'Electra spogliata di Fil, un mezzo customizzato con molto gusto e l'aiuto di Isi dell'Officina di Baxano.

 


Splendide le foto di Matteo Boem. (courtesy of Fil)

venerdì 28 ottobre 2016

Old school.

Nella storia del chopper in bassa California, uno dei nomi memorabili che hanno fatto epoca è quello dei Satan's Slaves.

Gli Slaves erano una vera potenza nell'area di Los Angeles dalla loro fondazione nel 1960, con molti elementi di spicco, che, come dice gente del tempo, avevano una solida reputazione nell'ambiente dei club fuorilegge.

Uno su tutti, Slave Lewie, che era presidente alla metà degli anni settanta, quando quel mondo stava cambiando perchè la "globalizzazione" aveva iniziato a farsi sentire.

I patch-over erano sempre più diffusi, ognuno avrà avuto i suoi buoni motivi per "cambiare squadra" o per scegliere "chi prendere in squadra".

Da un racconto di George Christie, uno senza flat big twin, fu lui a metter gli occhi sugli Slaves per giocare coi colori bianco rossi a Los Angeles e prendere nella sua Ventura l'intera squadra LACO ( Los Angeles County) che aveva un po' troppo il fiato sul collo della Police, per via degli scozzi che animavano il sud Califas, ed era meglio quindi che cambiasse aria.

Ma non son gli scazzi che mi interessano, non son mia competenza... 

Quello che mi affascina sono altri aspetti, tipo che Ventura e la San Fernando Valley partirono in una trentina di moto il 30 gennaio '77, sotto l'acqua, in acido alla volta di Oakland, compreso gli Slaves che non avrebbero cambiato squadra anche se avessero ottenuto l'ok.
Partirono tutti insieme perché erano gli Slaves, il prospect non lo avrebbero fatto a nessuno e che erano i capi di Los Angeles lo sapevano da soli.
Chi non avrebbe cambiato cut-off, sarebbe tornato insieme a tutti, con il diavolo ammanettato all'apehanger ripiegato nelle borse, magari a fine carriera 1% ma comunque in strada, a fianco dei fratelli di sempre, nel rispetto di una scelta capita anche se non condivisa.

Il giorno dopo l'ok fu unanime... George si era saputo muovere bene per aver il consenso degli elementi di spicco che influenzarono il benestare di tutti.

La festa delirò e il telefono non smise mai di suonare tutta la notte per le congratulazioni.

La mattina dopo, mentre in molti continuavano a parrandare, George trovò Slave Dana che si preparava per partire, da solo.

Dana era troppo vecchia scuola, la reputazione non gliela aveva regalata nessuno.

"Dove vai, bro'?" gli chiese George.

"A Monterey."

"Perché a Monterey."

"Perché ai Losers una notizia così gliela dico di persona!"

"Vengo anch'io."



 Slave Dana è quello a sinistra.


giovedì 20 ottobre 2016

LINEE PARALLELE - Volume 2.

Ce l'ha fatta sudare questa seconda puntata di Linee Parallele, il buon vecchio Giampo.
Ma vale sempre la pena aspettarlo per leggere!

"Salve gente, rieccomi qua! Dopo un po’ di assenza causa viaggi spazio temporali, vortici opticalcaleidoscopici, e Psychout Festival... eccomi tornato!
Bene! Risintoniziamo le nostre onde cerebrali sulle frequenze di Linee Parallele.

Torino 1968/69, le Eagles of Lucento iniziano ad essere più numerose, nella piazza di ritrovo della zona vi era e vi è ancora una chiesa, e come in quasi tutte le chiese principali vi è annesso l’oratorio, in cui, ai tempi, c'era anche il cinema.
Bruno, il proiezionista, essendo amico delle Aquile e con la passione per il cinema, propone ai ragazzi di girare un film…

“Si! Perche non facciamo un film stile Violence (ovvero Born Losers)”





Le Aquile non se lo sono fatto dire due volte e Bruno Boschetto, con la sua cinepresa, in super8, inizia le riprese de “I FIORI DEL MALE”.
Il film ha una trama molto semplice: la banda si ritrova ed aspetta il capo Chissum, scorribande in moto, e rivalità tra i due capi delle bande dove gli stessi si picchiano, uno muore e l’amico per vendicarsi uccide l’altro... insomma, muoiono quasi tutti.





La particolarità di questo film é che fa vedere Torino all’alba, dettagli su fabbriche, periferia e natura: riprese al macro in super 8 di fiori, insetti, ragni che avvolgono la loro preda, api sul fiore piene di polline… la natura è sempre presente come loro, i ragazzi, che arrivano dalla periferia con motociclette completamente modificate ed auto-costruite inventandosi manubri, sissy-bar,  prendendo spunto dai film americani di motociclette o da qualche rivista scandalistica dove si parlava delle bande di motociclisti in America.
Questo film ha delle riprese con dettagli alla Kenneth Anger, e le Aquile, nella loro spontaneità, ricordano un po' i film di Pierpaolo Pasolini... ma con le moto!
Per i tempi Bruno Boschetto era molto avanti e molto underground, chiaramente facendo il tutto con pochi soldi a disposizione. Ora con un telefono puoi fare delle riprese abbastanza discrete ma all'epoca, con il super8, non era proprio così. Per fare una cosa decente dovevi essere capace, e se sbagliavi, buttavi via la pellicola.
Le pellicole, anche se erano molto usate ai tempi, non erano proprio così accessibili. 
Una pellicola Ferrania in bianco e nero costava 1000 lire e la Kodak a colori costava il doppio, chiaramente per soli 2 minuti di riprese.
Bruno Boschetto, oltre a I FIORI DEL MALE, fece altri film indipendenti, uno dal titolo NESSUNO TORNA INDIETRO. 


Bruno racconta che  “Era la storia di una spedizione in Africa: uno del giro l’avevamo dipinto di nero per fare l’abitante del luogo!
L’ultimo film, dopo quello delle Aquile, fu UNA STORIA DA RACCONTARE,  girato tra il 1969/70 e come attori avevo usato anche amici delle Aquile, e quelli del giro della piazza. Era una storia di ragazzi che si drogavano e di prostituzione... una cosa cosi era un po' azzardata per quegli anni in Italia, solo il grande Pasolini faceva delle cose simili... nei miei film c’erano molti dialoghi che prendevano spunto dai fatti che leggevo sui giornali e dalle storie di piazza”



I FIORI DEL MALE fu presentato al festival di Torino “Il Fotogramma d’oro” nel 1970 e vinse il secondo premio.
Un dettaglio da non trascurare è che I FIORI DEL MALE fu girato nella primavera/estate del 1969. In Italia EASY RIDER uscì nelle sale il 9 ottobre 1969 e ci volle ancora un anno prima di vedere qualche Chopper italiano sulle strade!"


C'è ben poco da aggiungere, cari assetati di vecchie storie selvagge, tranne ribadire quanto sia impressionante il parallelismo con certe situazioni del midwest americano, tipo quelle degli Outlaws MC ed El Forastero MC, che abbiamo ben presenti grazie alle foto di Danny Lyon in "The Bikeriders" ed a tutto l'impagabile materiale fotografico condiviso negli ultimi 10 anni da Tom Fugle sul suo blog e su ChurchofChoppers.

Alcuni spezzoni de I FIORI DEL MALE sono ancora visibili in un mio vecchio post.

mercoledì 31 agosto 2016

giovedì 26 maggio 2016

LINEE PARALLELE - Volume I.

La parola al nostro caro amico Giampo, arricchita da immagini del suo archivio personale.



“In Italia, il boom della motocicletta chopper esplose dopo l'uscita del film Easy Rider.
Già a partire dal dopoguerra, però, l'influenza dei film americani condizionava i giovani che uscivano da un periodo buio.
Gli alleati avevano lasciato su territorio italiano un quantitativo di mezzi incredibili tra cui tante motociclette, i famosi WL Flathead Harley Davidson 750cc.
A Roma c'era un officina specializzata in motociclette americane, e anche a Torino, in un cortile vicino la Mole Antonelliana.
Da qui parte questa avventura, da Torino, mia città natale, ‘quando le Aquile volavano su Torino...’.
Ho sempre sentito parlare da amici più grandi di questa banda che c'era in città, chiamata da tutti “le Aquile”, ed in seguito dal mio carissimo amico Nunzio, che ai tempi girava con loro.
Ma il primo membro della banda che conobbi fu a casa di figli di Hippies. Era Dario, detto anche ORSO.
Era molto amico dei loro genitori e vedendomi arrivare con il mio BMW 750 R 75/5 del 1971 modificato, si prese subito bene. Gli ricordavo i tempi magici e subito iniziammo a palare di Amsterdam, di come ci arrivò in moto con le Aquile, ovvero THE EAGLES OF LUCENTO, di come ci rimase abitando per un anno in una specie di “Freak accampamento città” dentro Vondelpark, uno dei parchi principali di Amsterdam.
Con Nunzio più di una volta siamo andati a trovarlo ed è sempre tramite Nunzio che molto tempo dopo ebbi altri contatti diretti con loro.
Lavorando con Freeway Magazine volevo a tutti costi documentare questa realtà, quindi dopo varie telefonate entrai in contatto con loro e, dopo avermi conosciuto meglio, Aldo e Tony Harley mi raccontarono una marea di storie incredibili, erano come dei fiumi in piena.
Feci loro un’intervista chilometrica che pubblicai sul N° 127 (dicembre 2004) di Freeway Magazine.
Mi raccontarono che, già prima di Easy Rider, avevano moto modificate.
Era il 1966/67, periodo BEAT in Italia, dei primi capelloni.
Loro erano appassionati di motociclette, ed in zona, nel quartiere Lucento, vedevano passare un tipo con un Guzzi Falcone con due fari enormi sopra il manubrio. Si conobbero e da lì iniziò tutto.”





eravamo un gruppo di amici del quartiere, appassionati di moto, ma non di quelle normali, tanto che un giorno vedemmo un film chiamato Violence (titolo originale BORN LOSERS del 1967), quel film ci rese subito le idee chiare su come volevamo fare le nostre moto e come seguire una vita libera sulla strada... mancavano ancora 3 anni all'uscita di EASY RIDER!”





Queste immagini rendono veramente l'idea di quanto pionieristica sia stata l'esperienza di questi ragazzi che, parallelamente ai cugini d'oltreoceano, hanno vissuto l'era pre-aftermarket, incarnando al massimo la ribellione, estetica ma non solo, che questi mezzi rappresentavano, senza alcun limite all'oltraggiosità delle linee concepite. Il tutto in un periodo in cui, l'Italia non offriva niente in termini di ispirazione.


Anche solo quel film stesso, di cui si parla, veniva distribuito con un poster in cui non c'era alcun cenno al mondo biker, contrariamente a quanto succedeva altrove.


Grazie Giampo! Non poteva esserci un inizio migliore.
And you, fuckin' motorfreakers... stay tuned!!!



mercoledì 25 maggio 2016

Comin' soon...

LINEE PARALLELE - Choppers, storie e viaggi - di Giampo Coppa, sarà presto godibilissimo sulle onde di questo blog.

Giampo confezionerà una serie di puntate dedicate a... 

"come in Italia abbiamo vissuto questo fenomeno Californiano di riflesso, parallelamente, durante, e dopo anni... In modo parallelo perché la moto ha influenzato e influenza la moda, le attitudini, lo stile, sin dal boom del Chopper nei primi anni 70. 
Come un'esalazione di benzina che in un attimo scompare nell'aria e riesplode cavalcando le strade molto tempo dopo... uno stile che va ad influenzare situazioni anche all'interno degli Squat. 
Linee Parallele, come le linee che dividono le corsie della strada… Buon Viaggio!"